Umbria in prima linea nella lotta al cambiamento climatico.
10 PRIORITA’ ECOLOGISTE

AMBIENTE PRIMA DI TUTTO

L’Emergenza Climatica e Ambientale è qui e ora. Nessuna prossima azione politica potrà prescindere da questa emergenza, a partire dagli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per tracciare una nuova strada anche in Umbria.

Affrontare l’emergenza climatica e ambientale vuol dire:

1 – LAVORO, OCCUPAZIONE E GIUSTIZIA SOCIALE

Non far pagare ai più poveri il peso della crisi climatica. Servono politiche volte a diminuire le diseguaglianze economiche e sociali, anche quelle causate dai cambiamenti climatici.

Incrementare l’occupazione attraverso la Green Economy, visto che i dati ISTAT ci dicono che in Umbria nel primo trimestre 2019 la disoccupazione tocca quota 10.4%.

Facendo una proiezione dei dati nazionali sull’Umbria, secondo lo studio della fondazione Symbola, saranno disponibili dai 6.000 agli 8.000 nuovi posti di lavoro per ogni anno, nei prossimi 5 anni, in questo settore.

Per farlo è necessario conquistare le componenti sociali, economiche, imprenditoriali e culturali con le istanze ecologiste. Unica garanzia di riequilibrio sociale, economico, ambientale.

2 – GREEN ECONOMY, ECONOMIA CIRCOLARE

Per superare in modo sostenibile, dal basso, una crisi che è economica, ma soprattutto etica e culturale, serve l’economia circolare.

La crisi incombente agisce sui consumi, ma simultaneamente anche sull’ambiente, sulla società e quindi sulla felicità degli esseri umani.

In questo scenario la Regione deve favorire le imprese di beni e servizi incentivando quelle che rispettano la sostenibilità ambientale e sociale. In tale direzione il “cerchio” dell’economia verde si realizza combinando tutti gli anelli del sistema, da quelli produttivi, a quelli del ciclo di vita delle persone, compresa l’età pensionabile, a quelli della qualità ambientale, sociale, economica. Una priorità chiave è la riduzione e l’efficienza nell’uso delle risorse e nella produzione di rifiuti. L’obiettivo “rifiuti zero” non è solo un orizzonte culturale e ambientale ma anche un’opportunità tecnologica per creare nuovi lavori e per dare forza e competitività alla nostra economia regionale (Riduzione, Riutilizzo, Riciclo, Recupero).
Fiscalità ecologica regionale (chi più inquina più paga), energie rinnovabili, riduzione dei consumi e efficientamento energetico degli edifici pubblici e privati, devono diventare il nuovo paradigma della riconversione ecologica dell’Umbria compresa la completa revisione del Piano Regionale dei Rifiuti per il superamento delle discariche passando dal “sistema discarica” al “ciclo integrato dei rifiuti”. 

Faremo diventare l’Umbria una regione plastic free che preveda l’abolizione della plastica usa e getta e in tutte le iniziative pubbliche e private nella grande distribuzione.

PLASTIC FREE 

Chiediamo che la Regione diventi Plastic Free, anticipando la direttiva europea. Dovrà sancire divieti e sanzioni per l’uso e la distribuzione di prodotti in plastica monouso nel corso di fiere e sagre organizzate dalla Regione o in collaborazione con essa. Ma non solo. La plastica monouso verrà bandita anche da alcuni enti locali e aziende, per non parlare di parchi e aree protette di proprietà del demanio. La Regione dovrà promuovere accordi con la Grande Distribuzione, per ridurre gli imballaggi in plastica, recuperare le eccedenze alimentari e per l’installazione di ecocompattatori di rifiuti nei principali punti vendita. 

3 – SALUTE

Sono necessarie politiche per valorizzare politiche pubbliche e del Terzo settore. La priorità è la salvaguardia della salute dei cittadini di fronte alle emergenze ambientali e sociali. Nessuna attività imprenditoriale può nascere e svilupparsi senza tenere conto di questa priorità.

4 – INNOVAZIONE

Lo scambio di conoscenze e l’attenzione all’innovazione costituiscono un obiettivo trasversale della nuova PAC. Di pari passo la Regione deve incentivare la realizzazione di Poli di Innovazione, intesi come raggruppamenti di PMI, grandi imprese, start up innovative, organismi di ricerca, ecc. attivi in un particolare ambito tecnologico o applicativo, che rispondono al modello largamente diffuso su scala nazionale ed internazionale di “Cluster innovativi”, “distretti tecnologici”, “Innovation Hub”.

5 – MOBILITA’ E TRASPORTI

Uno degli obiettivi principali è trasformare il settore dei trasporti per superare la nostra dipendenza dalle auto inquinanti il più rapidamente possibile, per mettere un freno al crescente inquinamento proveniente dall’aviazione e investire notevolmente nelle reti ferroviarie regionali.

Trasporti, infrastrutture, mobilità intelligente e sostenibile diventano per noi le leve fondamentali per non continuare a regredire: l’Umbria è “un’isola verde” ma troppo isolata per essere protagonista dei processi di sviluppo e di contaminazione sociale, culturale ed economica a livello regionale, nazionale e internazionale. Vogliamo scardinare questo isolamento privilegiando sistemi di trasporto pubblico alternativo su ferro, veloce, non inquinante, più sostenibile da un punto di vista energetico, più efficiente e meno costoso nel trasferimento di persone, merci e flussi turistici. Vogliamo anche la piena attuazione della Legge 13/1989 per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

6 – CITTA’ INTELLIGENTI

L’obiettivo è di ripensare le nostre città che cambiano, viste non più come luoghi di consumo intensivo di risorse, ma come spazi più efficaci e capaci di organizzare, su grande scala, la vita e le attività umane, l’impresa, la ricerca e il lavoro, la sicurezza del territorio (sviluppo di reti tecnologiche, mobilità elettrica e sostenibile, mobilità dolce, ampliamento
delle fontane di acqua pubbliche…) e tutte le politiche per realizzare città e a misura di bambino.

7 – ALIMENTAZIONE

La Regione dovrà incentivare solo una produzione alimentare sana per i cittadini umbri, senza sovvenzionare l’agroindustria che distrugge i nostri terreni, intensifica le crisi della biodiversità e monopolizza la produzione alimentare. Vogliamo prezzi equi dei prodotti per gli agricoltori in zone rurali vitali, invece di favorire poche multinazionali con enormi proventi. La Regione deve difendere il benessere degli animali da allevamento e rifiutare la crudeltà degli allevamenti di massa e la tortura del trasporto di bestiame.

8 – AGRICOLTURA – USO SOSTENIBILE DELL’ACQUA – PAESAGGIO – TURISMO – BENESSERE DEGLI ANIMALI

La Regione dell’Umbria dovrà stimolare processi di innovazione nell’agricoltura di qualità (agroecologia ed una politica di transizione al biologico, riconversione delle colture particolarmente idrovore, forte attenzione e limitazione all’uso dei fitosanitari), con nuove e antiche culture identitarie con il territorio.

Per noi la scelta dell’agricoltura biologica e biodinamica deve essere intesa come prioritaria per la Regione Umbria. Tra l’altro la UE chiede che il 40% delle risorse complessive del PAC 2021-2017 debba contribuire agli obiettivi climatici. Per questo all’interno del nuovo PAC si devono prevedere investimenti per incrementare l’agricoltura biologica e biodinamica, soprattutto con incentivi per i giovani agricoltori con l’assegnazione delle terre incolte.

L’uso sostenibile dell’acqua da garantire a tutti e a costi accessibili, la riduzione dei consumi, l’abbattimento degli sprechi a partire dalle perdite della rete idrica pubblica sono la nostra meta principale. L‘acqua è un bene comune, la vittoria referendaria non può essere disattesa. Chiediamo quindi la revisione delle tariffe idriche in Umbria, con il ripristino di una prima fascia agevolata e la revisione delle tariffe dei concessionari di acque in bottiglia per portarle almeno a 2 centesimi di euro per litro imbottigliato.

La salvaguardia dell’ambiente rurale e la valorizzazione del paesaggio dimostrano di generare modelli di qualità ambientale e di qualità della vita elevati e modelli di attrazione del turismo nazionale e internazionale. Promozione delle filiere corte in agricoltura, difesa del benessere degli animali, riduzione degli allevamenti intensivi, è ciò che vogliamo perseguire.

9 – ISTRUZIONE E FORMAZIONE

I giovani stanno costruendo il futuro dell’Europa. Dobbiamo metterli nelle migliori condizioni possibili perché possano farlo e abbiano il diritto all’emancipazione giovanile. Questo è il motivo per cui i giovani devono avere diritto all’istruzione superiore a prezzi accessibili, alla formazione professionale gratuita e a un accesso equo a lavori con buoni salari. La tutela sociale per i giovani deve essere garantita da esperimenti regionali di reddito di base.

Pensiamo ad una Regione che punti a valorizzare il mondo universitario e 

 

scolastico, tutelando il diritto allo studio per tutti, sia attraverso i fondi necessari, sia con un welfare che riesca così a garantire i servizi per gli studenti e le studentesse, dalle strutture ai trasporti. Mettere l’università e il mondo scolastico al centro del progetto di Regione significa investire sulla formazione e sul futuro dell’Umbria, costruendo una comunità aperta e plurale. Per far questo, bisogna realizzare interventi mirati anche nel campo dell’innovazione, riuscendo ad utilizzare al meglio i fondi europei.

Pensiamo anche che sia necessario dar vita a un Master universitario per l’emergenza climatica, in accordo con l’Università di Perugia, la Regione Umbria e le realtà produttive che lavorano nel campo delle energie rinnovabili.

Accanto a queste tutele un ruolo centrale lo dovrà avere anche la cultura, attraverso investimenti sistematici coinvolgendo tutti i soggetti con una logica di rete, che vede la collaborazione tra settore pubblico e settore privato, così da garantire l’accesso ai saperi e creare nuovi posti di lavoro. In questo senso, occorre un grande e generale progetto di messa in sicurezza e valorizzazione dello straordinario patrimonio ambientale, paesaggistico e culturale di cui l’Umbria dispone.

10 – PARITA’ DI GENERE

Il diritto alla parità di genere è al centro delle politiche degli ecologisti.

Noi non vogliamo che le donne siano umiliate nel mercato del lavoro, nei percorsi di carriera e nella remunerazione ma che ad esse siano riconosciuti diritti e livelli retributivi non discriminatori, insieme all’attivazione di nuovi servizi di welfare aziendale capaci di valorizzare la donna nel suo percorso lavorativo. Siamo determinati a garantire la parità di retribuzione per lo stesso lavoro e una composizione più equilibrata di genere delle strutture di potere.

Noi non vogliamo che la violenza maschile contro le donne rimanga nell’omertà, che le donne siano percepite come “oggetto” e non persone da amare, rispettare e valorizzare nel lavoro e in ogni contesto organizzativo e sociale. Noi vogliamo, ogni giorno, mettere al centro le azioni più efficaci di prevenzione e di contrasto alla violenza sulle donne. La violenza non può continuare a rimanere solo un problema di chi la subisce ma deve diventare un impegno di tutti come processo di cambiamento culturale e sociale che inevitabilmente deve investire tutti, uomini e donne insieme.

Desideriamo inoltre che tutte le politiche e i servizi riconoscano la vera diversità e affrontino e prevengano tutte le forme di discriminazione e violenza, anche verso la comunità LGBTIQ.